Marco Coradin     

 

 

Servono strutture pubbliche di affido (*)

di Marco Coradin

 

già Presidente dell'IPAB Patronato Fanciulli Poveri di Montagnana

 

 

 

Caro Direttore,

                   nel giugno del 1897 Don Giovanni Segafreddo e Antonietta Meneghetti, direttore e direttrice delle scuole pubbliche elementari di Montagnana, col sostegno di tutti i maestri e di alcuni cittadini montagnanesi tra i quali Pasquale Zeni, Vittorio Draghi, Giuseppe Giacomelli e Fausto Badiello, accogliendo l'invito del Ministro della P.I. Gianturco (cfr. Circ. Min. 8 febbraio 1897, n. 30) iniziano a raccogliere delle sottoscrizioni per costituire il patrimonio dell'associazione "Patronato per i Fanciulli di Montagnana", che si propone di agevolare la frequenza degli alunni poveri alle pubbliche scuole elementari, maschili e femminili, del centro della Città e delle frazioni (delle quali sono aperte solo le scuole di Borgo S.Marco).

L'associazione, che è vista come strumento sussidiario alla scuola dell'obbligo per quanto riguarda l'istruzione e l'educazione, incontra immediatamente il favore e la simpatia dell'intera comunità locale montagnanese. 

Per conseguire la personalità giuridica e, quindi, per poter accedere a contributi statali, l'assemblea dei soci inizia da subito a deliberare alcune sostanziali modiche statutarie al fine di organizzarsi, conformarsi e sottoporsi alla legge Crispi sulle Istituzioni Pubbliche di Beneficenza (L. n. 6972/1890, e Reg. amm.vo e di contabiltà n. 99/1891). Così, nel 1900, l'associazione estende le proprie finalità assistenziali con l'introduzione dell'art. 3 nel suo Statuto e assegna al Consiglio Comunale di Montagnana l'onere della nomina di 3 dei 12 amministratori che formano la Commissione amministrativa, che è l'organo collegiale esecutivo del Patronato. Di questa Commissione l'assemblea dei soci nomina 7 amministratori elettivi, mentre gli altri 2 sono membri di diritto e sono il direttore e la direttrice delle scuole pubbliche elementari.

Il Patronato è retto in IPAB con R. Decreto 19 aprile 1900 di Re Umberto I su proposta del Ministro dell'Interno Pelloux. Dopo qualche giorno S.M. Regina Madre Margherita diventa socia dell'Ente.

Fino alla riforma nazionale Daneo-Credaro del 1911-13 il Patronato mantiene la propria identità di istituzione che si integra con il Comune di Montagnana nell'erogare l'assistenza scolastica e utilizza tutte le entrate sociali solo per questo scopo. Tra il 1913 e il 1915 la funzione originaria dell'Ente, espressa dall'art. 2 dello Statuto, viene meno per l'istituzione obbligatoria anche a Montagnana di quell'ente morale analogo, chiamato "Patronato scolastico", che lo Stato nazionale (il Regno, prima, e la Repubblica, poi) crea e mantiene in vita più o meno ininterrottamente fino al 1977, quando è soppresso dal DPR n. 616 e le sue funzioni assegnate agli enti locali (Comuni e Regioni).

Grazie alla donazione della sig.rina Natalina Sacchieri il Patronato per i Fanciulli nel 1910 può finalmente iniziare a perseguire anche quanto prescrive l'art. 3 del suo Statuto, cioè a curare il miglioramento fisico, morale e intellettuale dei fanciulli bisognosi, abbandonati o maltrattati. Perciò fonda l'"Istituto N. Sacchieri per l'infanzia abbandonata del Patronato per i fanciulli di Montagnana", che nel 1919 per volontà e desiderio della donante e dei suoi fratelli si scorpora e conquista la personalità giuridica autonoma come IPAB che mantiene fino ad oggi.

Nel 1914, poi, per dare completezza all'erogazione assistenziale del Patronato, Caterina Ippolita Draghi in Chinaglia propone all'Ente una donazione condizionata perché possa perseguire più efficacemente la propria missione e soprattutto perché realizzi un educatorio o ricretorio per i fanciulli (in quanto istituzione sussidiaria della scuola) e un istituto per giovanetti abbandonati (in quanto ente sostitutivo del nucleo familiare), integrato e collegato con quello già esistente (che è quello dell'Infanzia abbandonata del Patronato sostenuto dalla donazione Sacchieri). Si devono aspettare i primi anni '30 per veder l'Ente riuscire a organizzare attività ricreative ed educative negli immobili di Caterina Draghi, ma, anche e soprattutto a causa della locazione degli stessi al Comune di Montagnana perché vi possa ospitare delle scuole (elementari femminili, di avviamento all'agricoltura, professionali agrarie e medie inferiori) e il concentramento del Patronato nel 1933 nella Congregrazione di Carità di Montagnana (poi Ente Comunale di Assistenza), si osserva il lento e costante oblio nell'osservanza di tutte le condizioni poste dalla donazione Draghi Chinaglia fino ai giorni nostri.

Ferma restando la completa libertà dei nuovi amministratori per quanto riguarda le scelte strategiche di sviluppo e potenziamento di questa IPAB che si è trasformata negli anni ’80 in fondazione, alcune osservazioni sono d’obbligo dopo l’approvazione della Camera dei Deputati della nuova legge n. 2957 dell’ottobre scorso sulla traducibilità degli affidi minorili familiari in adozioni permanenti. Osservato però che sono 14.225 in Italia i minori affidati in comunità residenziali (dato che presumibilmente sarà destinato ad aumentare visto il fenomeno migratorio che investe anche gli adolescenti senza genitori), è utile riflettere sull’opportunità di creare strutture pubbliche di affido temporaneo o speciale - come potrebbe ritornare ad essere l’IPAB Patronato Fanciulli Poveri di Montagnana - da affiancarsi a quelle private, associazioni e famiglie affidatarie, nonché la possibilità di sostenere direttamente le famiglie naturali indigenti.


(*) Testo inviato a “Il Mattino” di Padova giovedì 3 dicembre 2015 in attesa di pubblicazione.

 

 

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