Marco Coradin     

 

 

 

Lettera a Romano Prodi (*)

 

 

 

 

Egregio Presidente del Consiglio Romano Prodi,

              sono dispiaciuto del fatto che il nostro Parlamento non abbia avito la forza di continuare la legislatura avendo Lei come guida per il Paese e sono ancor più rammaricato, perché sono cresciuto all'interno della tradizione del cattolicesimo democratico italiano [ovviamente nella sua dimensione ecclesiale e non civile, cioè per intenderci dell'Azione Cattolica e non della Democrazia Cristiana, ndr] , che non sia ancora Lei a guidare la coalizione di centro-sinistra alle prossime elezioni del 13/14 aprile 2008. Personalmente non mi sento rappresentato né da un leader come Veltroni né da uno come Bertinotti, per cui lamento che i due imbuti elettorali che si stanno creando a centro-sinistra (1) e che cercherebbero di fagocitare chiunque non servono all'elettore che aveva dato il consenso per Lei nel 2006. Sono pertanto sconcertato e non nascondo di provare un certo disagio a dover scegliere tra 2 alternative di sradicamento politico, che altro non vorrebbero fare che condurmi in un percorso [carismatico, ndr] d'imborghesimento [consumatore e, ndr] nichilista. La incoraggio, pertanto, a continuare nel suo impegno [politico, ndr] (2) e a verificare se non vi siano le condizioni per migliorare la situazione che si sta troppo velocemente delineando, o al limite di tentare di arginare [come Presidente del partito, ndr] la strategia antipolitica che ha pervaso totalmente il PD.

Marco Coradin

9 febbraio 2008

 

(*) Lettera, in attesa di risposta, inviata tramite il form del sito personale di Romano Prodi.

 

NOTA

(1) Ndr: A dire il vero rispetto alle forze della maggioranza che ha sostenuto il Governo Prodi durante la XV Legislatura, tra i due imbuti elettorali del PD e de La Sinistra L'Arcobaleno è stato successivamente aperto il terzo piccolo imbuto del Partito Socialista di Enrico Boselli. 

(2) Ndr: Il 9 marzo 2008 il Presidente Prodi ha affermato invece che, disgustato, lascerà presto l'impegno politico nel PD per dedicarsi ad altro. "Il futuro - si legge nel dispaccio d'agenzia - è sempre bello. Io ho chiuso con la politica italiana, forse ho chiuso anche con la politica. Ma il mondo è pieno di occasioni e di doveri, c'è tanta gente che aspetta una parola di pace e di aiuto e quindi c'è più spazio adesso di prima" (Adnkronos, dom. 9 mar - 16,02).

 

 

 

 

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