Marco Coradin     

   

 

Politika (1992)

 

   

   

 

Nell'estate 1992 aderisco al Movimento per la democrazia - La Rete (*) e nel successivo autunno scrivo, insieme agli amici delle Acli di Montagnana, una lettera che invio a più di 50 miei coetanei invitandoli a partecipare. Eccola:

 

Caro amico/a

                   ci permettiamo di fare con te alcune brevi riflessioni con umiltà e in buona fede.

La situazione attuale è quanto mai critica e incerta, ma decisiva nel processo di rinnovamento delle Istituzioni. I partiti tradizionali e lo Stato cercano di riconquistare credibilità tentando vie finalmente diverse, alcune così aspettate da senmtirle, "purtroppo" già vecchie, sorpassate, inconcludenti e inefficaci.

E' in questo contesto che noi giovani ci troviamo ad essere spettatori attenti e, solo talvolta, attivi protagonisti della politica. Ci sentiamo per spirito, coraggio e temperamento, chiamati a risollevare, in prima persona, questa triste condizione d'incertezza o a dar fiducia a chi sembra sia più deciso, onesto, capace a rappresentarci.

Non illudiamoci, però, che questo possa bastare!

E' importante che tutti noi viviamo questo clima di rinnovamento, che entriamo a pieno titolo nella vita sociale e vi partecipiamo con le nostre opinioni e le nostre forze, per migliorare questo stato di cose. 

E' vero, la storia ha innalzato grosse barriere tra il mondo della politica, spesso poco trasparente, corrotto e viscido e le nostre vite così quotidiane, così semplici, così vere.

A noi spetta, però, la costruzione della società del domani, opera questa che non si può rimandare e che deve essere iniziata fin da oggi.

Per questo ti invitiamo a partecipare a tre incontri di formazione politico-amministrativa organizzati dalle Acli e dal movimento La Rete con i quali avvicinarci in maniera concreta alla realtà della vita comunale, ai problemi locali, alla loro possibilità di soluzione, e conoscere i diritti che ci spettano e i doveri che ci obbligano, perché è importante, assieme alla nuova Giunta Comunale (con idee nuove), all'amministrazione di Montagnana.

Non avere paura, partecipa a questi incontri! Montagnana ha bisogno di te!

Tutti gli incontri si terranno presso l'Auditorium dell'Istituto "Sacchieri" in via Luppia Alberi a Montagnana:

 

 

 
martedì 13 ottobre 1992 ore 20.45

 

 

La democrazia comunale

relatore: dr. Giuseppe De Lisi (segretario comunale di Selvazzano Dentro)

martedì 20 ottobre 1992 ore 20.45

 

 

Urbanistica: uso, difesa e valorizzazione del territorio

relatore: arch. Antonio Draghi (presidente Ordine degli architetti di Padova)

martedì 27 ottobre 1992 ore 20.45 Partecipazione, trasparenza, diritto all'informazione nella vita comunale

relatore: dr. Roberto Scarciglia (segretario comunale di Ospedaletto Euganeo)

 

 

 

NOTA:

 

(*) Ho aderito nell'estate 1992 al Movimento per la democrazia - La Rete che è nato a Roma il 24 gennaio 1991 dandosi un manifesto costitutivo , ma non ho partecipato, a partire dal 15 dicembre 1996, alla sua trasformazione nel movimento della Rete per il Partito Democratico che è, per lo più, confluito, dopo il 27 febbraio 1999, nel movimento politico I Democratici (dell'asinello) fondato da Romano Prodi e Arturo Parisi, che nel 2001 ha poi costituito, insieme al Partito Popolare Italiano, al Rinnovamento Italiano e a singoli radicali di centro (nell'accezione che ne dà Antony Giddens nel libro "La terza via"), il nuovo partito de La Margherita

Aggiungo, poi, che non sono mai stato democristiano, per cui aderendo al Movimento per la democrazia - La Rete, ho inteso scegliere in modo diverso e alternativo a quanti, come i dirigenti aclisti della provincia di Padova e la stessa Pastorale sociale del Lavoro della mia diocesi che hanno inventato un locale "Comitato Roberto Ruffilli", hanno sostenuto invece la rigenerazione interna della DC attraverso il sostegno al movimento dei Popolari per la riforma di Mariotto Segni (poi cofondatore di Alleanza democratica e poi del Patto Segni; infine con AN sotto il simbolo dell'elefantino alle europee del '99) che voleva, mediante referendum, la trasformazione del sistema elettorale del Parlamento italiano da proporzionale ad uninominale maggioritario sul modello anglosassone. E' inutile aggiungere che al referendum del 18-19 aprile 1993 ho votato contro, ovvero ho inteso esprimere con convinzione la preferenza di non abrogare il sistema elettorale proporzionale che allora era vigente per Camera e Senato. Conseguentemente nel 2007 non ho sostenuto la promozione del nuovo referendum sulla legge elettorale proposto ancora da Mario Segni col prof. Giovanni Guzzetta, come invece hanno fatto come al solito gli aclisti padovani.

 

 

 

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